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23.05.2009
che lamento fa il gufo quando resta fisso sul ramo, e non è mai quello che sembra. -ti ho visto con quelle scarpe rosse, mi ha detto, una rissa per assalirti le ginocchia.
madre lavami la faccia, il progetto per il mio oggi l'ho tramutato in tumulazione. sono la tua bambina e non è mai quello che sembra. sono seduta a te vicina. negli occhi mi scorrono le vene. non riconoscermi. non vedermi adesso. Marguerite, Sulamith, datemi i vostri capelli, voglio vestirmi d'incanto, con le vostre ciocche tra le dita voglio confessarmi, voglio a loro -e a nessunt'altro- raccontare dell'orco che ho dentro. gli ho aperto la porta. è entrato senza dirmi un nome. mi ha detto 'non vedermi adesso'. mi ha chiesto, 'che lamento fa il gufo quando resta fisso sul ramo, e non è mai quello che sembra'. Marguerite, Sulamith, datemi i vostri capelli. volgio vestirmi del fiato che c'è stato, e dire a mia madre, che sono d'incanto, la tua bambina. 


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